Alfonso Saviello :#Pizzaiolodentro

IMG_E0355-396x396Alfonso Saviello . Sappiamo che sei nato a Battipaglia il 16/05/84, hai viaggiato molto e quindi il tuo bagaglio di esperienze è molto ricco. Sei una persona molto legata alla famiglia, affronti con umiltà e tanta passione questo lavoro che lega fantasia e fatica. Sei amatore delle farine tipo zero, estimatore della lunga lievitazione e idratazione, la tua pizza deve essere a canotto come vuole la tradizione. A riguardo vorremmo farti ancora qualche domanda per conoscerti meglio.

Hai dichiarato in precedenti interviste che hai un passato da autodidatta, se tornassi indietro, faresti un percorso diverso frequentando qualche accademia?

In maniera molto sincera confermo che rifarei tutto. Grazie a questo percorso in poco tempo sono diventato anche istruttore di tre scuole, due in Italia e una a Zurigo. Consiglio sempre agli allievi e a chi vuole intraprendere questo percorso di guardarsi dentro e incamminarsi con passione. Non pensando al guadagno perché quella è una cosa materiale. Per iniziare e diventare bravo si deve pensare solo a studiare con dedizione e passione. I soldi arriveranno dopo.

Capo-pizzaiolo nella famosissima Pizzeria Capri Salerno, molto umile citare sempre i tuoi collaboratori quando racconti questo percorso lavorativo, per te quanto è utile un team affiatato in questo lavoro?

Il mio percorso alla Pizzeria Capri è finito a Novembre. Credo fermamente nel lavoro di squadra solo uniti si raggiungono i più grandi risultati. Nessuno da solo è abbastanza forte e poi confrontarsi con gli altri è sempre costruttivo origina uno scambio di opinioni ed esperienze che non possono che arricchirti e farti riuscire a pieno nel tuo intento.

Se dovessi trasferirti all’estero, dove secondo te saresti più apprezzato?

Ultimamente viaggio tantissimo. Ovunque vado sono me stesso e il mio obiettivo è di trasmettere a tutti non una tecnica ma semplicemente la mia passione, la mia dedizione e umilmente credo che non esista un luogo dove mi sentirei più apprezzato . Potrei confrontarmi in qualsiasi parte del mondo.

Raccontaci la gara d’abilità ”Pizza Veloce” cosa ha rappresentato per te?

E’ stata un’esperienza indimenticabile su mille partecipanti mi sono aggiudicato il quattordicesimo posto è stata una bella sfida ed ero comunque tra i primi. Oggi sono due volte Guinness Word Record e sto valutando l’ipotesi di partecipare ai prossimi campionati che si terranno a Parma e Las Vegas.

La pizza sta vivendo ultimamente una vera e propria rivoluzione che mescola la tradizione con l’innovazione come spieghi questo fenomeno?

E’ un fenomeno che vivo molto da vicino. Mi sto dedicando a questo cambiamento in maniera cauta perché bisogna rispettare entrambe le correnti e non stravolgerle . Altrimenti si rischia di danneggiare i principi della tradizione e oscurare i lati positivi dell’innovazione.

Progetti?

Io e Tommaso Lastra abbiamo lavorato sodo alla nascita di un Brand tutto nostro: ”#Pizzaiolodentro” abbiamo speso tantissime energie e ci crediamo molto. Il prossimo obiettivo sarà inaugurarlo con l’apertura della prima attività augurandoci che sia l’inizio di una lunga serie.

Il tuo motto? Mi rispecchio in due modi di dire che mi fanno da guida nel percorso formativo della vita e che dovrebbero essere d’ispirazione un poco per tutti noi:

 ”Volere e potere oppure non possiamo accelerare la perfezione.”

In che cosa secondo te la tua pizza si differenzia dalle altre? Preparo il mio impasto con ‘’farina 0 tipo 1’’ del Mulino Pizzuti e ”grani antichi siciliani” del Molino Riggi collaboro con loro anche sotto il profilo tecnico. Forse non è la mia pizza a differenziarsi dalla altre ma la mia figura. Mi sento orgoglioso e fiero per la stima che le persone dimostrano nei miei confronti. In Germania, per esempio, mi sono confrontato con professionisti che mi avevano conosciuto tramite social e vedere la loro soddisfazione nel stringermi la mano di persona mi ha riempito il cuore di orgoglio. Mi sento un umilissimo pizzaiolo ma noto che molte persone mi apprezzano e questo mi dà tanta voglia di fare ancora meglio. Mi sento onorato soprattutto perché sono riuscito a trasmettere agli altri la mia passione per ”l’arte bianca’’ con semplicità.

Sei consapevole di allietare momenti di persone che si riuniscono per stare insieme e completi le loro serate con le tue creazioni, come ti fa sentire questa responsabilità?

Mi sento partecipe non responsabile, dedico il meglio che ho da offrire e sono felice quando le persone sono entusiaste del mio lavoro. Mi sento parte integrante della società. E ringrazierò sempre le persone che mi stimano e che mi sostengono.