Gaetano Rovito : Vice presidente dell’A.I.P ( Associazione Italiana Pizza)

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Gaetano Rovito vive ad Acireale (CT) ha ventiquattro anni e nonostante la sua giovanissima età è da un anno il Vice-presidente dell’A.I.P. (Associazione Italiana Pizza) la sua passione è fare il pizzaiolo e si è specializzato anche in pizzaiolo gluten-free.

Qual è l’idea con cui eri partito inizialmente in questo percorso? Mi sono appassionato fin da subito alla tradizione della pizza e la mia aspirazione era di diventare uno dei migliori, essendo poi celiaco, volevo essere in grado di panificare, sperimentare e lavorare con il gluten – free. Era il mio sogno. Cosi ho iniziato un corso base per pizzaiolo che inseriva anche la specializzazione gluten –free e studiando ininterrottamente ho conseguito cinque attestati che mi hanno dato la possibilità di lavorare a stretto contatto con quello che amo.

Data la tua esperienza anche in Associazione, quando si può dire di essere un pizzaiolo ?Non c’è un punto d’arrivo, in questo campo ogni giorno nascono nuove farine, nuove tecniche d’impasto, di lavorazione. Devi continuamente studiare, provare sul campo e soprattutto imparare.

Confrontandoti con tante persone, pensi che questo percorso lavorativo abbia cambiato anche il tuo carattere? Si moltissimo. Impari a confrontarti con gli altri e quindi ad accettare anche le critiche che servono a migliorarti sia come persona, sia come professionista.

E’ meglio lavorare da soli oppure con un team? E’ molto più costruttivo lavorare in team, quando fai gruppo con le persone giuste e c’è la giusta sintonia diventa tutto molto più facile ed anche divertente.

Hai un modello di riferimento? In questo periodo no. Secondo me ognuno è speciale in qualcosa. Mi sto concentrando molto sulla crescita di me stesso.

Come ti approcci con gli aspiranti pizzaioli che possono avere la tua stessa età e i tuoi colleghi che invece possono essere molto più adulti? Sono una persona molto estroversa e mi piace aiutare i miei colleghi, anche se hanno un’età diversa dalla mia, ci unisce la stessa passione. Con le nuove leve invece provo a trasmettere il mio entusiasmo per poterli spingere a guardare sempre avanti e a non abbattersi quando s’incrociano le prime difficoltà, ci siamo passati tutti. Gli premetto sempre che incontreranno molti giudizi negativi da parte di molta gente che fa parte o meno del tuo cammino professionale. Andare avanti per la strada che ti senti di voler intraprendere dentro e di puntare solo a quello che ami.

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La tua regola d’oro in cucina? La collaborazione, precisione e pulizia. Sono per me le regole basi per un ottimo risultato.

I tuoi progetti? Ho in progetto di aprire un’attività tutta mia. Qualcosa che deve unire il creativo all’innovativo.

Il tuo motto: Non puoi nasconderti se sei nato per emergere.
Chi sono le persone che ti hanno sostenuto e ti hanno dato il giusto stimolo per guardare sempre avanti? La mia famiglia e la mia ragazza, grazie ai loro consigli continuo a migliorarmi.

Sei portavoce di una brend? Al momento no. Mi piacerebbe magari più avanti se ne presenterà l’opportunità.

Che cosa vorresti che fosse più valorizzato nel tuo settore? Da celiaco ti dico il senza glutine. Sono pochi i professionisti che ti garantiscono affidabilità. Si rischia una contaminazione che compromette la salute di una persona, quindi cercare di valorizzare chi s’impegna a farlo non badando al business.

Un consiglio che vuoi dare a proposito del gluten-free? Lavorare in questo specifico settore richiede molta maturità. Non bisogna sottovalutare nulla di questa patologia. Pensare sempre al cliente e stare molto attenti alla preparazione del cibo.

Che cosa pensi dell’aumento delle intolleranze? Forse il risparmio. Si tende, specie negli ultimi tempi, ad acquistare prodotti che costano il meno possibile che ovviamente non ti garantiscono la qualità. Mi è capitato anche di sentire di acquisti di grani esteri etc. che non danno moltissime garanzie e magari anche pieni di glutine. Basti pensare che se in un giorno tra colazione, pranzo e cena a tavola abbiamo sempre qualcosa che contiene glutine e lo sommiamo per 365 giorni moltiplicato per 20-30-40 anni, viene fuori un corpo intossicato e compromesso. Se mangiamo sano vivremo sani. Io nel mio lavoro uso solo farine a km 0 e non importate.