Giuseppe Barra: “Vincitore gara P.N.M in arte Giù Giù”

Giuseppe Barra vive a Terracina dal 1988 intraprende il mestiere di pizzaiolo dieci anni fa’.Partecipa a molteplici gare organizzate dal Presidente Massimiliano D’Aria dell’Associazione P.N.M (pizzaioli nel mondo). Si classifica settimo su cinquanta partecipanti con pizza classica e calzone, l’evento che ricorda sorridendo più di altri. Molto famoso nella località dove lavora, in arte Giù Giù esprime la sua opinione sul mondo dell’arte bianca.

La tua regola d’oro per un ottimo impasto? Ogni impasto è un’emozione e quindi ci vuole tanta passione. La passione caratterizza tutte le scelte che facciamo nella vita.

Quando un allievo può definirsi pizzaiolo? Mai. Faccio questo lavoro da tanti anni e nonostante mi senta molto soddisfatto delle mie competenze, non mi definisco mai un pizzaiolo ‘’finito’’.

Che cosa rappresenta per te la pizza Gourmet? Con molta umiltà e rispetto verso chi si è specializzato in questa materia, secondo la mia opinione il termine gourmet non si affianca alla parola “pizza” che indica quella tradizionale tipo una marinara, una margherita etc.

In che modo ha modificato il tuo carattere questo lavoro? Di base sono una persona ansiosa ma ho imparato a non essere frettoloso e a sorridere sempre , cosa molto importante per i clienti è il buon umore.

Che forno usi? Preferisco il forno a legna. Ho esaminato con attenzione anche i forni alternativi a quello a legna e anche se hanno le stesse prestazioni, non possono dare lo stesso profumo e retrogusto.

La tua pizza preferita? La margherita amo la semplicità.

Canotto o ruota? Diciamo una via di mezzo.

Le materie prime sono fondamentali in questo lavoro, in che modo le scegli? Preferisco le materie prime a km zero e sono sempre alla ricerca di piccoli artigiani che conservano antiche tecniche di lavorazione.

Le farine, oggi ne nascono sempre di nuove, quali scegli per le tue pizze? Provo a offrire tanta varietà d’impasto. Uso farine tipo 0 o 00 tipo 1, i 10 cereali ,farina di semi di canapa. Lavoro sempre e soprattutto con farine italiane. La mozzarella da buon napoletano deve essere campana, come si dice, i dettagli fanno la differenza.

Raccontaci una tua creazione e quale ingrediente la caratterizza? Vellutata di asparagi con pepe, il pepe non deve mai mancare nella mia pizza.

Il tuo motto? Chi si ferma è perduto.

Progetti? Avere un locale tutto mio. E mi sto documentando e organizzando in merito.

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