Siamo piccoli ma non pensavamo di essere anche invisibili: Bambini ai tempi del coronavirus

Sono spariti, evaporati. Dall’agenda politica e dall’attenzione di chi ci governa. Nei momenti di crisi le conseguenze delle disuguaglianze formali e sostanziali diventano ancor più evidenti.

bambiniI bambini e gli adolescenti erano spariti da un pezzo. Con la complicità dei giornalisti, che rispetto a certi temi sono spesso distratti. Perché non tirano,  non fanno vendere, non sono adatti a un sistema che si fonda sulla fretta e sulla superficialità.

Potremmo fare una lunga lista di temi dimenticati e parlare del circolo vizioso che s’innesca: l’informazione non ne parla perché la politica non li tratta, la politica non se ne occupa perché non sollecitata dall’ informazione fino a quando non votano e restano invisibili, non esistono.  

In coerenza con questo contesto sono spariti anche dal ”Cura Italia”, che se li è letteralmente dimenticati, ricordandosi invece dei cani. Chiusi in casa e senza alcuna possibilità di uscita, in gran parte figli unici, quindi senza altri coetanei con cui poter dividere il tempo, con genitori presi dallo smart working e quindi impossibilitati a dedicarsi a loro,  i bambini sono letteralmente prigionieri senza neanche l’ora d’aria di cui può usufruire la maggioranza delle persone ristrette. E se è vero che perdere due o più mesi di scuola non è la fine del mondo, è altrettanto vero che, per i bambini più fragili che hanno delle disabilità o vivono in ambienti inadeguati e poveri di attenzioni e opportunità, essere abbandonati dai servizi  può produrre delle conseguenze dannose sul loro benessere e sul loro futuro. Vogliamo parlare delle scuole? Le scuole  ”Paritarie” sono in sciopero sia oggi che domani. Rischiano di sparire  per sempre nonostante facciano parte del sistema scolastico integrato!

( Istituto Paritario Il Ponte d’Oro – Casoria)

Per gli adolescenti le cose non vanno meglio, anche se i ragazzi più grandi sono decisamente più autonomi.Loro le piazze reali, i parchi, i giardini, li avevano abbandonati da un pezzo con la nostra implicita autorizzazione: almeno in rete non c’è il rischio di sbucciarsi le ginocchia e prendersi una pallonata in faccia. Internet può tornare utile come “guinzaglio elettronico”, per controllarli a distanza.Insomma dopo aver distrutto il pianeta che erediteranno, averli cancellati dai bilanci pubblici, resi individualisti continuano a dimenticarli le istituzioni.

Centri estivi si , centri estivi no. Scuola ferma, riaprirà? Ma ”chissenefrega” forse si, forse no. Fanno le lezioni on-line.  Funzionano le piattaforme? Hanno tutti i mezzi ? Sono tutti adeguatamente seguiti? E quelli piccolini? I bambini delle materne? Stanno a casa, con chi? I genitori devono lavorare! Se stanno male meglio non farli stare con i nonni perchè sono dei potenziali untori. Ah , arriva il ”Cura Italia… quando? Con quale tempestività? Chi ripaga l’infanzia dei nostri figli? Chi spiega a loro che non contano abbastanza per essere inclusi nelle priorità! Perché succede anche questo nei giorni del Coronavirus. Prima li abbiamo dimenticati, poi li abbiamo chiusi in casa: se riappaiono, ci disorientano. Vergogna Italia non ti distingui mai.