Il DCPM non vieta la cena in albergo e non specifica cucinata da chi.

Con le nuove restrizioni il mondo dell’ hospitality non può aprire dopo le 18:00. E’ anche vero che ci stiamo avvicinando ad un nuovo lockdown generalizzato. Ma è anche vero che nelle ultime DCPM c’è una scappatoia. Senza violare le leggi e con tutte le attenzioni e le raccomandazioni possiamo arginare in maniera creativa la difficoltà. Gli alberghi , in maniera limitata, possono servire la cena ai clienti che alloggiano in struttura. Perchè non farsi servire la cena da un ristorante a nostra scelta ? Si potrebbe pensare ad un coordinamento tra ristorazione e hotellerie in un’alleanza temporanea che può solamente portare vantaggi. Magari uno chef che la sera non può lavorare si organizza con il delivery e asporto, parliamoci chiaro anche gli alberghi sono momentaneamente in difficoltà , semivuoti nonostante il turismo non sia stato del tutto ostacolato. Ma l’idea potrebbe essere di una cooperazione per superare insieme questo momento. Ogni struttura alberghiera etc è fornita di sala e cucina anche abbastanza ampie per consentire le norme di sicurezza. Non dico mica di prendere una camera che contenga nel prezzo l’importo anche di una cena con un contributo per il noleggio temporaneo dell’area per l’albergatore? Ma semplicemente di magari farsi servire in camera la cena dal nostro ristorante o pizzeria preferita.

Ci riferiamo alla possibilità di servire la cena per i ristoranti/pizzerie in albergo, sebbene limitatamente ai clienti che effettivamente alloggiano nella struttura. La cosa non alimenterebbe nemmeno la socialità visto che il DCPM ci tiene tanto ad annientarla. Non è vietato farsi una vacanza di una notte nella propria città. I cuochi e i pizzaioli hanno una grossa capacità di auto promuoversi e se per ora non hanno tempo ci pensiamo noi. La tristezza può farci solo male dobbiamo essere versatili e accettare la trasformazione a cui ci stanno sottoponendo.

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