Nico Acampora presenta “PizzAut”: progetto di inclusione e inserimento lavorativo per persone con autismo

L’autismo nella società odierna ancora penalizza coloro che ne sono affetti. Le persone affette d’autismo sono solitamente brave nei lavori informatici, scientifici, per la loro forma mentis. Prestano molta attenzione ai dettagli, una dote che permette un’accurata analisi dei dati. Abili nel riconoscere in maniera molto veloce gli eventuali errori, una realtà complessa ma che spesso presenta una marcia in più

Molto spesso le persone affette da Autismo non sono considerate come potenziali dipendenti di un’azienda. Ed è proprio da questo che sono nati i laboratori per ”educare” imprenditori ad investire su persone che se indirizzate nella maniera e nel ruolo giusto possono avere un altissimo indice di produttività. L’esempio sul territorio partenopeo è “PizzAut” un laboratorio di inclusione sociale che offre un modello di lavoro per le persone autistiche, Nico Acampora, responsabile del progetto ci racconta come nasce l’idea.

Come nasce “PizzAut”?

“L’idea è nata per aiutare mio figlio. la speranza inizialmente era quella che attraverso la pizza, gli aumentasse la voglia di partecipazione alla vita, abbandonando il tipico estraniamento autistico. Da progetto personale è diventato poi una missione per includere e sostenere le persone autistiche e per farle avvicinare al mondo del lavoro e alla società”.

Cosa fate precisamente a “PizzAut”?

“Indirizza il personale verso il mondo ampio della pizza. Laboratori di cucina che partono dalla preparazione della pizza in una maniera più schematica che aiuta il personale a seguire tutte le fasi. Integrando i comportamenti abitudinari in un processo di lavorazione. I ragazzi riescono cosi a stare insieme tra loro, partecipare in maniera attiva al raggiungimento dell’obiettivo, che resta quello di creare. Il progetto prevede la creazione di un laboratorio dove formare dei veri pizzaioli cosi da permettere a questi ragazzi, considerati spesso non abili, una posizione lavorativa”.

Come riesce a gestire il loro approccio al mondo lavorativo?

“Il segreto sta nell’affidare a ciascuno un compito. Un compito che deve essere per loro stimolante e che si avvicina il più possibile alle loro caratteristiche in modo da superare l’estraniazione”.

“PizzAut” non è solo quindi un laboratorio professionale ma un vero e proprio progetto di sensibilizzazione. Un progetto che vuole cambiare la cultura ed il pregiudizio nei confronti dell’autismo, con lo scopo di permettere a tutti di arrivare ad essere parte di una società che li accolga.

Attualmente è penalizzante effettuare un distanziamento causa Covid che purtroppo tende ad accentuare il disagio principale di questa patologia, la non socialità. Ma il team di docenti farà di tutto per non far perdere l’entusiasmo ai suoi allievi.

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